Molderm
EU MDR 2017/745 — grafica della certificazione dei filler dermici
Home/Tecnologia/Un gel creato per fare la differenza.
Visualizzazione anatomica del gel di acido ialuronico che fluisce da un ago nella struttura fibrosa del tessuto cutaneo
Tecnologia / Reologia

Dall'iniezione
al tessuto.

Elasticità. Viscosità. Coesività.
Comprendi il comportamento di un gel.

Esplora la reologia

Scopri la differenza - Perfezione reologica

Negli anni, il settore ha sottolineato l'importanza delle proprietà reologiche dei prodotti e il loro legame diretto con le reazioni e le complicanze riportate. Tuttavia, i diversi prodotti sul mercato non differiscono molto tra loro.

Le complicanze più comuni causate dal gel negli anni sono:

  • Migrazione
  • Noduli
  • Gonfiore
  • Irregolarità palpabili
  • Degradazione disomogenea
  • Deformità estetiche

Reologia = comportamento clinico. Elasticità (G’) - troppo bassa = il gel non mantiene la forma. Viscosità - troppo bassa = maggiore rischio di migrazione. Viscosità - troppo alta = maggiore rischio di accumulo locale indesiderato del prodotto.

Coesività, elasticità e viscosità determinano se il gel rimane coeso nei tessuti e non causa migrazione.

Con la tecnologia rivoluzionaria di Molderm Aesthetics raggiungiamo per la prima volta un livello completamente diverso di proprietà reologiche, specificamente progettate per ridurre al minimo le complicanze più comuni precedentemente causate dai filler.

La scelta del prodotto giusto = sicurezza del paziente.

Molderm® si integra e si ancora alle aree intradermiche circostanti, prevenendo la migrazione e offrendo risultati morbidi e naturali, con aumento del volume, espansione e maggiore durata.

I filler tradizionali hanno dimostrato limiti nell'efficacia e nei risultati del trattamento. È ampiamente noto che la maggior parte dei produttori di filler a base di HA ha incontrato grandi difficoltà nel raggiungere il perfetto equilibrio tra coesione, volume, espansione e sicurezza.

Reologia, rilevanza clinica e sicurezza del paziente

Negli anni, i produttori hanno dato grande risalto ai dati pubblicati sui propri prodotti. Questi risultati sono stati ottenuti in laboratorio attraverso singole prove meccaniche che non riflettono il comportamento effettivo del gel nel tessuto cutaneo. Inoltre, lo stesso prodotto può mostrare valori diversi a seconda di come è stata condotta la prova.

Un equivoco comune è che, ad esempio, un valore di G-Prime più alto offra sempre una migliore capacità di sollevamento. Ciò è completamente errato, poiché la capacità di sollevamento dipende dagli altri valori dei prodotti in relazione al valore di G-Prime. Un sollevamento duraturo nei tessuti si verifica quando elasticità, bassa perdita di energia (Tan Delta) e stabilità a riposo interagiscono. Un valore di G-Prime più alto aumenta il rischio di palpabilità, irregolarità e migrazione.

Un filler è un gel viscoelastico sottoposto a un carico dinamico continuo. La reologia descrive come un materiale si deforma, fluisce e recupera la forma sotto queste forze. Storicamente, molti problemi legati al prodotto sono insorti quando il profilo reologico del materiale non corrispondeva alla biomeccanica del tessuto.

La maggior parte degli studi pubblicati mostra che complicanze come migrazione, irregolarità, palpabilità, effetto Tyndall e noduli sono spesso fortemente correlate a proprietà reologiche dei prodotti carenti rispetto alla biomeccanica del tessuto.

Concetti di base

  • G-Prime (elasticità, G’): quanta energia viene immagazzinata elasticamente e fornisce sostegno strutturale.
  • Tan ð (viscoelasticità): l'equilibrio tra comportamento elastico e fluido. Valore inferiore = maggiore recupero elastico.
  • Viscosità: quanto è viscoso il gel a riposo e durante l'iniezione.
  • Fluidificazione al taglio: il gel diventa più facile da iniettare, ma recupera la propria stabilità dopo il posizionamento.
Comprendere il comportamento

Quattro modi di interpretare un gel.

G-Prime (elasticità)

G-Prime (Pa) indica quanto è consistente un prodotto, non quanto sia efficace la capacità di sollevamento nella pratica. L'effetto di sollevamento effettivo e a lungo termine si determina solo mettendo G-Prime in relazione con altre proprietà, come l'uniformità di distribuzione nei tessuti, l'integrazione e il comportamento nel tempo.

Tan ð (viscoelasticità)

Tan ð (Tan Delta) descrive il rapporto tra le proprietà viscose ed elastiche di un gel. Un valore di Tan ð inferiore significa che domina la componente elastica, consentendo al gel di recuperare meglio la forma originale dopo il carico. Questo valore serve a comprendere come il materiale si comporta nei tessuti e quanto bene riesce a mantenere struttura e forma nel tempo, aspetti rilevanti nella valutazione della capacità di sollevamento e della stabilità del prodotto. La viscoelasticità è un termine generale che descrive le proprietà elastiche e viscose combinate di un materiale. Tan ð è una misura utilizzata per descrivere l'equilibrio tra queste due componenti.

Zona biomeccanica ottimale nel tessuto

Molderm® ha proprietà reologiche che rientrano perfettamente nella zona biomeccanica naturale della pelle. Ciò significa che il gel è ben equilibrato e adattato al tessuto, offrendo trattamenti più sicuri e risultati più prevedibili e naturali. Per rientrare nella Zona biomeccanica è necessario un equilibrio ottimale tra i diversi valori dei prodotti.

Fluidificazione al taglio

La fluidificazione al taglio descrive la capacità di un filler di diventare temporaneamente meno viscoso quando è sottoposto a pressione o movimento, ad esempio durante l'iniezione. Ciò permette al gel di attraversare più facilmente l'ago o la cannula. Quando il carico viene rimosso, il filler torna alla viscosità originale, contribuendo alla stabilizzazione del materiale nei tessuti.

Molderm / Dati di laboratorio

Elasticità / G′

Pa
Modulo di conservazione
06012018024095.6TT141.8LIFT207.3VOLUME141.8KISS
Visualizza i valori esatti
Elasticità / G′ · Pa
ProdottoModulo di conservazione
TT95.6
LIFT141.8
VOLUME207.3
KISS141.8
Fonte: brochure Molderm (2026), p. 13. Le condizioni di misurazione non sono specificate in questo estratto.

Specifiche analitiche